Paura di un pianeta sereno.

Credo che l’ascesa della paura nella classifica delle emozioni in Italia e nel mondo non sia solo effetto di politiche sbagliate volte a sottomettere le persone ad un potere militare(sco) più o meno repressivo ma anche una deriva storica espressa dalla società post-moderna che percepisce il pericolo di una pace robotizzata prodotto dell’industria altamente tecnologica e della filosofia buddista occidentale asettica e rassegnata.

Catastrofi naturali improvvise possono essere in buona parte previste e teoricamente controllate o evitate le conseguenze funeste. Business delle catastrofi a parte, quello dei grandi eventi disastrosi resta un caso limite e la paura percepita quotidianamente è come al solito rivolta verso gli altri, gli sconosciuti, i diversi, a cui di volta in volta si imputano le responsabilità criminose più strane e perverse.

Per restare in Italia, un’indagine del 2008 della società Demetra di Venezia, condotta da lvo Diamanti, Luigi Ceccarini e Fabio Bordignon ha fatto emergere dati inquietanti sulla paura percepita e per buona parte immotivata:

nomadi

immagini storiche di popoli nomadi

  1. Quasi 9 italiani su 10 ritengono che la criminalità in Italia sia aumentata, negli ultimi anni (poco importa che i dati reali siano di segno opposto).
  2. Due italiani su tre ritengono che “gli altri, se gli si presentasse l’occasione, approfitterebbero della loro buona fede (il sospetto è rivolto verso gli stranieri o comunque tutti  quelli che sono fuori della cerchia famigliare) risultato una società sempre più xenofoba.
  3. Gli stranieri più stranieri di tutti, sono gli zingari: mendicanti, ladri di bambini, ladri e basta, comunque senza fissa dimora. Nomadi anche se e quando sono stanziali. Per noi italiani, popolo immobile (9 su 10 residenti nella stessa provincia in cui sono nati i genitori), con il mito della casa (in proprietà, per oltre 7 famiglie su 10). Cosa fare con i nomadi? Sgomberi e allontanamenti, rimozione forzata dell’idea stessa di nomadismo.
  4. Aumenta la domanda di vigilanza esterna: più polizia nelle strade, più videosorveglianza nei luoghi pubblici e sistemi di difesa in quelli privati; per non parlare dell’autodifesa che sfida la fiducia nelle forze dell’ordine.
  5. Alla paura di essere spiati e scrutati si risponde con una maggiore richiesta di controllo: sulle transazioni finanziarie e sulle comunicazioni in un crescendo parossistico.
  6. In nome della paura si accetta la militarizzazione del territorio con forze di sicurezza pubbliche e private e ronde che sostituiscono la naturale vigilanza della comunità con una legione del sospetto.
  7. La politica dei fronti partitici preferisce inseguire e monetizzare la nostra insicurezza, piuttosto che curarla. La destra per tradizione e vocazione, la sinistra per… insicurezza. Nell’impossibilità di difendere una penisola morfologicamente aperta dall’assalto degli stranieri si erigono muri simbolici.
  8. La paura del futuro, degli stranieri, il richiamo all’autodifesa, alle ronde raggiungono i livelli massimi fra coloro che trascorrono, ogni giorno, oltre 4 ore davanti alla televisione. Asserragliati (quasi imprigionati) in casa e separati dal mondo da antifurti, porte blindate, mura inaccessibili, cani mostruosi.
Military dog used to intimidate a prisoner in Iraq - ronde padane

Military dog used to intimidate a prisoner in Iraq - ronde padane

I risultati di questa indagine sembrano inverosimili ma spiegano le scelte politiche concrete che hanno conseguenze reali e che inevitabilmente alimentano un circolo vizioso.

Non ha imparato la lezione della vita chi non vince una paura ogni giorno.

(Ralph Waldo Emerson)

Internet, purtroppo, non è in grado di disinnescare questo meccanismo perverso, l’aumento di vigilanza che gli è connaturato, unito all’automazione crescente produce un incremento di sospetto che sfiora la paranoia: l’informazione in surplus e la comunicazione virale accelerano i fenomeni di allarmismo e di produzione di leggende metropolitane che pregiudicano una sana ed equilibrata evoluzione delle comunità.

Sorry, no english version for this article: it’s intended only to italians.

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One Response to “Paura di un pianeta sereno.”

  1. [...] After All è un album che esplora le varianti della paura lasciando trapelare che l’emozione dominante oggi è un cerchio chiuso che tende [...]

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