Torna a casa Forrest.

Per chi come me subisce il fascino del mito novecentesco degli USA non è facile respingere un personaggio così criticabile come Forrest Gump e nemmeno trattarlo con distacco. Meno antipatico del Raymond di Rain Man (interpretato da Dustin Hoffman), a prescindere dalle deficienze cognitive che la scienza riconosce loro e la società gli fa pesare, Forrest Gump (interpretato da Tom Hanks) condivide con il personaggio autistico del film di Barry Levinson due caratteristiche essenziali:

Il nemico da battere è dentro di noi.

Nel 2001 a Bologna ho preso coscienza dell’importanza dello stile nel vestire e nel vivere. A guardarsi intorno si sarebbe detto il luogo sbagliato nel momento peggiore, ma l’incontro con un’insolita redazione giornalistica ha cambiato le coordinate della mia navigazione. Prima di allora non mi preoccupavo dell’apparenza perché, ingenuamente, la reputavo una questione superficiale, ininfluente, una seccatura dei giorni di festa.

In quell’anno, sulle pagine della rivista di intrattenimento e appuntamenti musicali RiViERA BEAT, Roberto Bui (Wu Ming 1) teneva una rubrica dal titolo: “Lo stile come arte marziale“.

Faticare non stanca.

Un capo d’abbigliamento che non stanca mai è il pantalone militare: veste bene sia l’uomo (giusto) sia la donna (oversized) ma non il gay (per il quale risulta sfacciato). Per non mettere sempre i soliti Chinos, da non confondersi con i Khaki pants, vale la pena disporre di un paio o due di Fatigue Pants verde oliva.

La scelta dovrebbe ricadere, se possibile, su degli autentici capi militari in surplus, naturalmente americani dalla Seconda Guerra Mondiale (WWII) o degli anni ‘60.

Powered by WordPress | Read Everything Palm Pre at PalmPreBlog.com | Thanks to iFreeCellPhones.com AT&T Cell Phones, MMORPG Reviews and Fat burning furnace review