Il topo e la biblioteca.

Solo due cataloghi di collezione 2010 provenienti dal mondo della moda mi hanno colpito particolarmente: il primo è quello di Left Field NYC azienda statunitense che adoro e di cui acquisto sempre volentieri i capi eccezionali ed unici, il secondo è quello di Beams+ (pron. Beams Plus) azienda giapponese che, come molte altre, scava alla ricerca delle radici americane con l’accuratezza maniacale e lo “Stile Giappone” analizzato in modo affascinante da Gian Carlo Calza nell’omonimo saggio.

Left Field mancava da qualche anno all’appello comunicativo delle proprie linee di abbigliamento “sportive” dense di immaginario e di palpabile autenticità USA.

Il Lookbook dell’autunno 2010 di Left Field NYC è curato creativamente e fotograficamente da Brooke LaValley, Chuck Hootman e Cory Piehowicz (qui ritratto) guidati da Christian McCann. L’immaginario scelto è coerente con l’identità del brand di Brooklyn, sospesa tra sportswear classico e work wear, e questa volta è la campagna del Mid-West americano, immortalata senza alterazioni oniriche o fantastiche ma avvinta dallo splendore materico della natura e di un’economia fondata sugli animali da pascolo.

Left Field NYC Fall 2010 Lookbook

Left Field NYC Fall 2010 Lookbook (click to enlarge)

I capi sono qualcosa di classico e intramontabile, estraneo al sistema industriale delle mode, curati con dedizione e competenza da archivio museale, nella scelta di colori, tessuti, confezione e vestibilità.

Left Field NYC Fall 2010 Lookbook

Cory Piehowicz in Left Field NYC Fall 2010 Lookbook (click to enlarge)

L’uomo vero è straordinariamente elegante perché integrato nel sistema economico naturale nel quale i valori di durevolezza e semplicità sono il risultato di un lavoro di ricerca, selezione e di un gusto non alienato dal contesto.

Left Field NYC Fall 2010 Lookbook

Country Mouse in Left Field NYC Fall 2010 Lookbook

Il topo ritratto nel libro comunica tantissimo e fa il paio con il ruvido e vivo contadino della copertina che ha gli occhi color denim chambray.

Beams+ è una linea decisamente giapponese che sogna gli “american good old days” e punta su un’immagine dandy un po’ romantica da Bookworm (topo di biblioteca) immergendo i propri modelli in ambienti urbani senza tempo o accademici.

Beams+ Spring Summer 2010 Lookbook

Beams+ Spring Summer 2010 Lookbook (click to enlarge)

Questo abbinamento tra contesto e prodotti risulta decisamente più forzato e artificioso, i capi non hanno quell’eccellenza e autorevolezza che incutono rispetto o la riverenza che si tributa a un classico della letteratura, a uno studio accademico, a un polveroso e ricco tempio della conoscenza o la riconoscenza di Left Field alla dignità del lavoro.

Beams+ S/S 2010 Lookbook

Beams+ S/S 2010 Lookbook (click to enlarge)

L’operazione di styling di Beams+ non è riuscita e dimostra una volta di più che il legame con le proprie radici è un tesoro famigliare (un patrimonio genetico) che non si può riprodurre se non con gelida mano chirurgica da Frankenstein.

In ultimo da rilevare come in entrambi i casi, la presenza sul web risulta decisamente scarsa e frammentaria, vittima di progetti di comunicazione vecchi e inefficaci: gli stessi estimatori, appassionati dei marchi e del genere, faticano a raggiungere immagini e contenuti.

Left Field NYC ha realizzato un sito affascinante e di grande intrattenimento che privilegia la cornice d’immaginario rispetto al dettaglio dei propri prodotti. Tecnicamente il sito non funziona: è lento nel caricamento e nella navigazione, i contenuti (testi, tags, immagini) restano nascosti ai motori di ricerca e non è più aggiornato da anni (a causa dei costi e dell’impegno tecnico che richiede) il tutto a causa della scelta errata di realizzare un sito interamente in Flash, faticoso da aggiornare e privo di aperture all’interazione sociale e alle public relations.

Left Field NYC website

Homepage of the Left Field NYC flash website (click to enlarge)

Beams+ è collocata nel mega store che ospita le altre linee dell’azienda e omonima catena di negozi. In Italia Beams+ è curata da WP Lavori in Corso (storica azienda bolognese che sostiene le varie anime di Woolrich e ha creduto nell’heritage american style prima di tutti gli altri ma che ha perso un po’ di brillantezza nella capacità di fare ricerca).

I capi sono ben valorizzati all’interno del WP Store di via Clavature a Bologna ma sul web sono relegati all’interno di un sito  Flash che denuncia gli stessi gravi limiti di arcaicità di quello di Left Field NYC, del quale però non raggiunge la raffinatezza grafica e illustrativa.

Credo che sia arrivato il momento per entrambi di guardare ad altri linguaggi ed altre piattaforme più attuali per la comunicazione online.

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One Response to “Il topo e la biblioteca.”

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