Una casa al verde.

Rerun House (www.batesmasi.com)

Una delle ultime utopie sopravvissute oggi è quella, tipicamente New Age, del Ritorno alla Natura.

Inutile dire che il sistema della comunicazione ha subito assimilato questo desiderio ancestrale e l’ha trasformato in un’esigenza politico-economica globale e in un business in crescita, la cosiddetta Green Economy.

Strettamente correlata all’utopia del ritorno alla natura (totale o comunitario) c’è quella della casa ecologica come soluzione ambientale, scelta di vita vincolante e, naturalmente, stimolo al rinnovamento del settore edile (eternamente in bilico tra crisi e bolle speculative) reo di aver devastato proprio quel patrimonio naturale a cui si vorrebbe tornare.

Popular naturist beach near Rostock in 1984.

Popular naturist beach near Rostock in 1984 (Deutsches Bundesarchiv).

In particolare, sembra che le case debbano insegnarci come vivere, diventando un modello di efficienza e risparmio energetici capace di condizionare positivamente le nostre cattive abitudini di consumisti sbadati e sbandati.

Green Poland House Flickr JurekD

Green Poland House (found on Flickr - JurekD)

Il tempio dell’eco-pensiero è quasi sempre il risultato di soluzioni tecniche e tecnologiche che responsabilizzano l’intera struttura insieme al suo proprietario.

Esemplare in questo senso il sito inhabitat.com che si presenta con veste e missione messianiche: “Design will save the world“.

Qui ho incontrato questo progetto di Bates Masi + Architects che soddisfa sia l’esigenza di sostenibilità ecologica della struttura che di sostenibilità economica, in verità, dell’impatto sociale dell’intervento individuale piuttosto che dell’investimento del proprietario.

Rerun House

Rerun House (www.batesmasi.com)

In questo progetto di recupero prevale un’ideale di conservazione che paga a caro prezzo il gesto di sottrarsi a logiche consumistiche industriali, quelle che oggi si stanno orientando alla produzione di legname da foreste rigenerate.

Infatti, è evidente che recuperare vecchio legno pregiato e riutilizzarlo in una struttura di design così raffinato è molto più costoso che farsi realizzare ex-novo una casetta di legno alpino.

Wooden House in Ladis

Wooden House in Ladis (taken from: flickr.com/photos/stefan_grosse/)

I due modelli possono convivere e rappresentare alternative di prezzo sulle quali modulare le proprie esigenze estetiche.

Va detto però che, in entrambi i casi, il risultato finale è determinato dal contesto in cui la costruzione è collocata: la presenza tutt’attorno di un bosco piuttosto che di caseggiati in cemento armato e centri commerciali, contribuisce ad accrescere il valore di questa scelta.

Molti comuni della penisola italiana, quelli che godono di un ambiente naturale ben conservato, dovrebbero dotarsi di regolamenti che obblighino l’edilizia residenziale e pubblica a basarsi sul legno e su materiali rinnovabili, ecologici e durevoli.

Certo, sarebbe bello fondare una comunità come quella di Kurimoto ma è probabile che quella méta sia più facilmente raggiungibile predisponendo le regole elementari per un’edilizia rispettosa dell’ambiente, della società (per quanto disgregata) e delle generazioni future.

camouflage house Iroshi Iguchi

Camouflage House by Iroshi Iguchi

Laddove la risorsa del legno scarseggia ci sono materiali alternativi al binomio mattone/cemento (come l’acciaio e il vetro utilizzati dall’architetto Iroshi Iguchi nella sua Camouflage House) che possono risolvere il problema ecologico e anche quello economico.

Per approfondire:

La comunità di Kurimoto

Green Houses

Camouflage House di Iroshi Iguchi

Sorry, no english version for this article: it’s intended only to italians.

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